Mutui – Penale per estinzione anticipata. C’è usura?

compensi-avvocatiIl tema dell’usura nei rapporti bancari è sempre di scottante attualità. In particolare nei mutui e nei finanziamenti si continua a discutere sulla inclusione nel TAEG di tutti quei costi che non sono mai applicati quando il mutuo ha uno sviluppo fisiologico. Tra questi, oltre alla mora vi è anche la “penale per estinzione anticipata”. La più recente giurisprudenza si sta orientando, sempre di più sulla inclusione nel TAEG anche di questa voce di costo che, seppure potenziale, rientra comunque sempre nei costi “collegati con l’erogazione del credito”. Tra le sentenze concordi con questa tesi citiamo: Tribunale Pescara 28.11.2014, Tribunale collegiale di Bari, ordinanza del 01.12.2014, tribunale-bari-19-10-2015 pdf, Tribunale di Bari, ord. del 27.11.2015 che in particolare ha espressamente sancito che anche il costo (espresso in TAEG) promesso in pagamento dal mutuatario per l’esercizio del diritto potestativo di estinguere anticipatamente il mutuo rileva ai fini della normativa antiusura e determina, in caso di superamento del tasso soglia, la gratuità del finanziamento ai sensi dell’art. 1815, 2° comma, c.c(1).

Tanto acclarato occorre verificare come deve essere determinato il “peso” di questa voce di costo nel TAEG; quanto costa effettivamente la penale per estinzione anticipata e come si può determinare il TAEG senza fermarsi alle apparenze.

Nella maggior parte dei mutui se si verifica la reale incidenza percentuale della penale per estinzione anticipata, il mutuo risulterà usurario.

Al momento della sottoscrizione di un mutuo, il contratto che la banca impone al cliente contiene quasi sempre una clausola Continua a leggere

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Sono usurari gli interessi che superano il tasso soglia al momento della pattuizione

A cura dell’Avv. Valeria Zeppilli

calcolo-anatocismo (1)(Commento a Cass. 19/01/2016 n. 801)

 

 

 

La nozione di interessi usurari, nel nostro ordinamento, trova la sua principale fonte nell’articolo 1815 del codice civile, il quale stabilisce (con particolare riferimento al contratto di mutuo) la nullità della clausola con la quale sono pattuiti simili interessi e la loro conseguente non esigibilità.

Sulla caratterizzazione, in concreto, di determinati interessi come usurari, un ruolo interpretativo fondamentale è ricoperto dalla giurisprudenza, specie da quella di legittimità, che in numerose pronunce ha tentato di fare chiarezza in argomento, confrontandosi con un’ampia casistica. Proprio di un paio di mesi fa è un’interessantissima pronuncia in argomento, resa dalla prima sezione civile della Corte di cassazione: la numero 801 depositata il 19 gennaio 2016. Con essa i giudici hanno infatti precisato che devono intendersi come usurari gli interessi che superano il tasso soglia al momento della loro pattuizione, osservando inoltre che i criteri che la legge n. 108 del 1996 ha fissato per la determinazione del carattere usurario degli interessi non si applicano alle pattuizioni di questi ultimi che siano state effettuate anteriormente all’entrata in vigore di tale legge. E ciò sia se esse se siano contenute in mutui a tasso fisso, sia se siano contenute in mutui a tasso variabile, dato che la norma di interpretazione autentica di cui al comma 1 dell’articolo 1 del decreto legge numero 394 del 2000 (convertito, con modificazioni, dalla legge numero 24 del 2001) non reca una simile distinzione.

La norma interpretativa

Nella lunga e articolata motivazione della sentenza in commento, la Corte di cassazione ha ritenuto imprescindibile soffermarsi in maniera Continua a leggere

Mutui: l’usura va accertata al momento genetico del contratto e non è impedita dalla previsione di una clausola di salvaguardia

A cura della Dott.ssa Marina Crisafi

usura-mutui

 

 

           

In allegato il testo dell’ordinanza del Tribunale di Benevento del 30 dicembre 2015

L’accertamento dell’usura in un contratto di mutuo va effettuato al momento genetico del contratto e l’introduzione di un meccanismo teso a limitare, ex ante, una determinazione degli interessi in contrasto con i limiti previsti dalla legge non può impedire il verificarsi del fenomeno usurario. Ad affermarlo è il Tribunale di Benevento, con la recente ordinanza n. 43/2015, depositata il 30 dicembre scorso (giudice est. Antonietta Genovese), accogliendo il ricorso di una società che aveva trascinato in giudizio l’istituto bancario per ottenere la restituzione degli importi percepiti illegittimamente ritenendo usurari i tassi applicati.

Il caso

La vicenda ha per protagonista una s.r.l. che aveva stipulato un contratto di mutuo con una banca popolare dell’importo di quasi un milione di euro. Ritenendo usurario il tasso applicato, la società conveniva in giudizio l’istituto bancario per sentirlo condannare alla restituzione degli importi illegittimamente percepiti.

Per la banca, invece, la presenza nel contratto della c.d. “clausola di salvaguardia”, in base alla quale, in caso di Continua a leggere

Carte Revolving: stop all’anatocismo bancario

Via libera della commissione Finanza della Camera allo stop definitivo all’anatocismo bancario, cioè al pagamento degli interessi sugli interessi, anche sui finanziamenti a valere sulle carte di credito, le cosiddette revolving. L’emendamento Boccadutri, riformulato, stabilisce che la maturazione degli interessi non potrà essere inferiore ad un anno, che gli interessi debitori a carico del cliente non possano “produrre interessi ulteriori” e che siano conteggiati al 31 dicembre ed esigibili da marzo dell’anno successivo.

Ma cos’è l’anatocismo? Si tratta di un meccanismo con cui le banche italiane (e non solo quelle italiane) capitalizzano gli interessi passivi sui debiti

INTERESSI SU INTERESSI

Esempio: si ipotizzi che un risparmiatore sia andato in rosso sul conto corrente e sul suo debito si siano accumulati degli interessi passivi nell’arco di un trimestre. Nei tre mesi successivi, le banche italiane potevano un tempo applicare gli interessi passivi con un sistema di capitalizzazione composta, cioè non soltanto sul debito originario, ma anche sugli stessi interessi maturati nel periodo precedente. (Leggi l’articolo completo, tratto da http://www.panorama.it/).

Leggi il pronunciamento dell’ABF dell’11/08/2011

Decisione N. 1716 del 11 agosto 2011

Arbitro Bancario Finanziario Risoluzione Stragiudiziale Controversie
IL COLLEGIO DI NAPOLI
R
composto dai signori:
– Prof. Aw. Ferruccio Auletta Presidente

-Prof. Avv. Giuseppe Leonardo Carriere Membro designato dalla Banca d’Italia

– Dott. Comm. Antonio Nigrelii Membro designato dalla Banca d’Italia

– Prof.ssa Marilena Rispoli Farina Membro designato dal Conciliatore Bancario Finanziario per le controversie in cui sia parte un cliente consumatore

-Aw. Roberto Manzione .Membro designato dal C.N.C.U (estensore)

nella seduta del 6 giugno 2011 dopo aver esaminato
• Il ricorso e la documentazione allegata;
• Le controdeduzioni dell’intermediario e la relativa documentazione;
• La relazione istruttoria della Segreteria tecnica

FATTO
Nel gennaio 2002 la ricorrente stipulava, presso un esercizio convenzionato, un contratto di finanziamento con l’intermediario resistente, per l’acquisto di un’autovettura. Per effetto di un’annotazione riportata in un riquadro del testo negoziale, il cliente contestualmente indirizzava alla società finanziaria il rilascio di una carta di credito richiedendo “per l’utilizzo della stessa una disponibilità iniziale di € 2.065,83 ad integrazione del fido richiesto”.
Con reclamo del 20.1 2011 la ricorrente, tramite il proprio legale, contestava all’intermediario resistente gravi irregolarità e inadempienze nell’esecuzione del riferito contratto. In particolare, eccepiva la mancata consegna della modulistica riguardante le condizioni generali del contratto e dei fogli informativi riguardanti il prestito personale e la carta di credito, ovvero le condizioni descrittive della proposta ed i relativi costi del servizi anche accessori offerti (..) parte integrante del contratto’, affermando come, da tale carenza, deriverebbe ‘l’annullabilità del contratto Continua a leggere