Via libera del Parlamento alla riforma costituzionale. Facciamo il punto in attesa del referendum autunnale

A cura dell’Avv.Valeria Zeppilli

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Da quando il Governo Renzi si è insediato, la riforma della Costituzione è sempre stata tra i principali proclami.

Ecco che alla fine, il 12 aprile 2016, il d.d.l. in materia è stato approvato dalla Camera dei deputati con 361 voti favorevoli e 7 contrari e con l’astensione dei deputati dell’opposizione.

Il prossimo passaggio sarà quello del referendum confermativo, in programma per il prossimo autunno: con esso, in sostanza, il d.d.l. sarà posto al vaglio dei cittadini.

In attesa, vediamo le principali novità che interesseranno la Costituzione se anche questo scoglio sarà superato.

 Abolizione del bicameralismo perfetto

Il principale obiettivo della riforma è quello di abolire il bicameralismo perfetto.

Il testo del d.d.l., infatti, prevede la trasformazione del Senato nel Senato delle Regioni, ovverosia in un organo chiamato a rappresentare le autonomie regionali.

I suoi componenti, che da 315 passerebbero a 100, non sarebbero più eletti dal popolo.

Cinque, infatti, sarebbero nominati dal Presidente della Repubblica per sette anni.

Gli altri novantacinque, invece, sarebbero scelti dai Consigli regionali attenendosi ai seguenti parametri: ventuno sindaci e settantaquattro consiglieri regionali. Più nel dettaglio, ogni Regione sceglierebbe un sindaco (due il Trentino Alto Adige) e un numero di consiglieri variabile in base alla popolazione e ai voti Continua a leggere

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