Carte Revolving: stop all’anatocismo bancario

Via libera della commissione Finanza della Camera allo stop definitivo all’anatocismo bancario, cioè al pagamento degli interessi sugli interessi, anche sui finanziamenti a valere sulle carte di credito, le cosiddette revolving. L’emendamento Boccadutri, riformulato, stabilisce che la maturazione degli interessi non potrà essere inferiore ad un anno, che gli interessi debitori a carico del cliente non possano “produrre interessi ulteriori” e che siano conteggiati al 31 dicembre ed esigibili da marzo dell’anno successivo.

Ma cos’è l’anatocismo? Si tratta di un meccanismo con cui le banche italiane (e non solo quelle italiane) capitalizzano gli interessi passivi sui debiti

INTERESSI SU INTERESSI

Esempio: si ipotizzi che un risparmiatore sia andato in rosso sul conto corrente e sul suo debito si siano accumulati degli interessi passivi nell’arco di un trimestre. Nei tre mesi successivi, le banche italiane potevano un tempo applicare gli interessi passivi con un sistema di capitalizzazione composta, cioè non soltanto sul debito originario, ma anche sugli stessi interessi maturati nel periodo precedente. (Leggi l’articolo completo, tratto da http://www.panorama.it/).

Leggi il pronunciamento dell’ABF dell’11/08/2011

Decisione N. 1716 del 11 agosto 2011

Arbitro Bancario Finanziario Risoluzione Stragiudiziale Controversie
IL COLLEGIO DI NAPOLI
R
composto dai signori:
– Prof. Aw. Ferruccio Auletta Presidente

-Prof. Avv. Giuseppe Leonardo Carriere Membro designato dalla Banca d’Italia

– Dott. Comm. Antonio Nigrelii Membro designato dalla Banca d’Italia

– Prof.ssa Marilena Rispoli Farina Membro designato dal Conciliatore Bancario Finanziario per le controversie in cui sia parte un cliente consumatore

-Aw. Roberto Manzione .Membro designato dal C.N.C.U (estensore)

nella seduta del 6 giugno 2011 dopo aver esaminato
• Il ricorso e la documentazione allegata;
• Le controdeduzioni dell’intermediario e la relativa documentazione;
• La relazione istruttoria della Segreteria tecnica

FATTO
Nel gennaio 2002 la ricorrente stipulava, presso un esercizio convenzionato, un contratto di finanziamento con l’intermediario resistente, per l’acquisto di un’autovettura. Per effetto di un’annotazione riportata in un riquadro del testo negoziale, il cliente contestualmente indirizzava alla società finanziaria il rilascio di una carta di credito richiedendo “per l’utilizzo della stessa una disponibilità iniziale di € 2.065,83 ad integrazione del fido richiesto”.
Con reclamo del 20.1 2011 la ricorrente, tramite il proprio legale, contestava all’intermediario resistente gravi irregolarità e inadempienze nell’esecuzione del riferito contratto. In particolare, eccepiva la mancata consegna della modulistica riguardante le condizioni generali del contratto e dei fogli informativi riguardanti il prestito personale e la carta di credito, ovvero le condizioni descrittive della proposta ed i relativi costi del servizi anche accessori offerti (..) parte integrante del contratto’, affermando come, da tale carenza, deriverebbe ‘l’annullabilità del contratto Continua a leggere

Annunci