Cnf vs Equitalia: equo compenso agli avvocati

A cura della Dott.ssa Marina Crisafi

L’intervento del Consiglio Nazionale Forense sulla convenzione “capestro” di Equitalia per gli avvocati

Da un minimo di 50 eucompensi-avvocatiro per le cause di fronte al giudice di pace, indipendentemente dal valore, a 75 euro per le liti di valore non superiore a 20mila euro, fino a un tetto massimo di mille euro per le controversie innanzi alla Cassazione o alla Corte dei Conti. Sono queste le “cifre” che Equitalia intende corrispondere a titolo di compenso agli avvocati che prestano la propria opera professionale in suo favore.

Cifre che, com’è ovvio, e non solo per i criteri di quantificazione, sono state portate nei giorni scorsi all’attenzione del Consiglio Nazionale Forense dagli ordini interessati, al fine di un autorevole intervento in materia.

La vicenda

La vicenda prende le mosse dal Consiglio dell’Ordine di Santa Maria Capua Vetere che, a seguito dei numerosi solleciti verbali ricevuti dagli iscritti, ha deciso di denunciare al Cnf i compensi “da fame” che Equitalia Sud ha proposto ai propri legali.

Con delibera emanata il 21 aprile scorso, a firma del presidente avv. Carlo Grillo, Continua a leggere

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