Euribor e cartello tra le banche – chi ha sottoscritto un mutuo può chiedere un rimborso –

euribor

Cosa è l’Euribor, chi lo gestisce, come si quantifica il valore dell’indice.

A cura del Dott. Armando Miele

In questi giorni si è diffusa la notizia che la Commissione europea, tre anni dopo aver condannato quattro tra le più grandi banche europee per aver truccato il tasso di interesse che incide sui mutui di milioni di cittadini europei, ha finalmente tolto il segreto al testo della sentenza. E quel documento di trenta pagine potrebbe valere, solo per gli italiani che hanno un mutuo sulle spalle, ben 16 miliardi di euro di rimborsi da chiedere alle banche.

Pochi però sanno cosa è esattamente l’Euribor, chi lo gestisce e come è possibile che le banche possano manipolare questo indice che, nell’immaginario collettivo è un indice terzo ed indipendente.

La realtà e ben altra.

L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è un tasso interbancario di riferimento determinato quotidianamente come media ponderata dei tassi d’interesse ai quali le Banche Continua a leggere

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Niente anatocismo nel piano di ammortamento alla francese

A cura dell’Avv. Valeria Zeppilli

Ormai daanatocismo diversi anni giurisprudenza e interpreti conducono un intenso dibattito avente ad oggetto il piano di ammortamento alla francese. La domanda sulla quale ci si arrovella senza riuscire ad assestarsi su una posizione unanime è la seguente: tale forma di ammortamento genera anatocismo?

Prima di analizzare la questione è opportuno chiarire in cosa consista il piano di ammortamento alla francese.

Il piano di ammortamento alla francese

Il piano di ammortamento alla francese è caratterizzato dal fatto che le rate da corrispondere come corrispettivo di un finanziamento o di un qualsiasi prestito richiesto sono costanti e gli interessi vanno calcolati avendo come punto di riferimento il capitale residuo.

In particolare, la rata costante è data dalla somma di quota di interessi e quota capitale e la quota di interessi è data dal prodotto tra il capitale residuo del periodo precedente e il tasso di interesse rapportato al periodo.

È chiaro che una volta che sia stata calcolata la quota interessi per la prima rata, sarà possibile calcolare anche la quota capitale e, per differenza, il nuovo capitale residuo.

Infatti, la quota capitale è data dalla differenza tra la rata e la quota interessi mentre il capitale residuo è dato dalla Continua a leggere

Direttiva mutui: addio alla casa dopo 18 rate non pagate

A cura della Dott.ssa Marina Crisafi

Tutte le novità del decreto che recepisce la direttiva europea sui mutui in via di approvazione

Immobili alle banche, senza passare dal tribunale, dopo 18 rate di mutuo non pagate e non 7 come originariamente previsto; maggiori tutele e informazioni per i debitori; estinzione del debito, anche in caso di realManos entregando una casaizzo inferiore alle somme dovute. Sono questi i principali correttivi apportati dalle commissioni finanze di Camera e Senato nel parere favorevole ma condizionato rilasciato il 9 marzo scorso al decreto legislativo che recepisce in Italia la direttiva Ue 2014/17, meglio nota come “direttiva mutui“. Il via libera delle commissioni parlamentari, nonostante le infinite polemiche di questi giorni sul testo, toglie, di fatto, ogni ostacolo al definitivo recepimento della direttiva nel nostro ordinamento, ma contiene numerose osservazioni tese ad assicurare maggiori garanzie ai consumatori, delle quali l’esecutivo dovrà tenere conto nella rielaborazione dell’impianto originario del testo.

Ecco, in pillole, le novità principali:

 Inadempimento dopo 18 rate non pagate

Lo schema di decreto prevede che, in seguito ad apposito accordo tra la banca e il cliente, in caso di inadempimento di quest’ultimo la prima possa vendere direttamente l’immobile dato in garanzia bypassando l’intervento del giudice.

Tra le principali condizioni apposte dalle commissioni parlamentari, vista la scomparsa del “filtro giudiziale”, c’è la previsione che per “inadempimento” debbano intendersi esclusivamente i mancati versamenti e non i meri ritardi. Continua a leggere

Mutui – Penale per estinzione anticipata. C’è usura?

compensi-avvocatiIl tema dell’usura nei rapporti bancari è sempre di scottante attualità. In particolare nei mutui e nei finanziamenti si continua a discutere sulla inclusione nel TAEG di tutti quei costi che non sono mai applicati quando il mutuo ha uno sviluppo fisiologico. Tra questi, oltre alla mora vi è anche la “penale per estinzione anticipata”. La più recente giurisprudenza si sta orientando, sempre di più sulla inclusione nel TAEG anche di questa voce di costo che, seppure potenziale, rientra comunque sempre nei costi “collegati con l’erogazione del credito”. Tra le sentenze concordi con questa tesi citiamo: Tribunale Pescara 28.11.2014, Tribunale collegiale di Bari, ordinanza del 01.12.2014, tribunale-bari-19-10-2015 pdf, Tribunale di Bari, ord. del 27.11.2015 che in particolare ha espressamente sancito che anche il costo (espresso in TAEG) promesso in pagamento dal mutuatario per l’esercizio del diritto potestativo di estinguere anticipatamente il mutuo rileva ai fini della normativa antiusura e determina, in caso di superamento del tasso soglia, la gratuità del finanziamento ai sensi dell’art. 1815, 2° comma, c.c(1).

Tanto acclarato occorre verificare come deve essere determinato il “peso” di questa voce di costo nel TAEG; quanto costa effettivamente la penale per estinzione anticipata e come si può determinare il TAEG senza fermarsi alle apparenze.

Nella maggior parte dei mutui se si verifica la reale incidenza percentuale della penale per estinzione anticipata, il mutuo risulterà usurario.

Al momento della sottoscrizione di un mutuo, il contratto che la banca impone al cliente contiene quasi sempre una clausola Continua a leggere