Efficienza energetica? Per la scuola una Guida dice cosa fare.

A cura della Dott.ssa Raffaella Striani

Questione aperta ed al15365406_l (1)quanto dinamica è quella relativa al miglioramento dell’efficienza energetica in Italia. Una problematica molto sentita, tanto da scatenare continue discussioni ed azioni pratiche non solo da parte del mondo politico e delle istituzioni, ma soprattutto da parte del mondo scientifico, che, per deformazione professionale, è portato ad avere per primo la concreta consapevolezza delle necessità e a trovare una soluzione. Parte dall’ENEA, Ente per le Nuove Tecnologie, l’ Energia e l’ Ambiente, un’iniziativa che, promuovendo gli obiettivi di sviluppo e di salvaguardia ambientale, pone l’ attenzione su un “soggetto” meritevole di tutto l’impegno possibile. Si rivolge agli oltre 41.000 edifici scolastici presenti in Italia, infatti, la Guida all’efficienza energetica recentemente redatta ed edita da ENEA in collaborazione con la Struttura di Missione per l’Edilizia Scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri (strumento che ha lo scopo di coordinare e promuovere gli interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica) e condivisa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed il Ministero dell’Ambiente. Si tratta di un vero e proprio sussidio di prima informazione, semplice ed utile sia agli Enti locali che ai tecnici e ai dirigenti scolastici, capace di divulgare le conoscenze di base e gli strumenti operativi per una riqualificazione energetica delle “architetture per la formazione” secondo le più recenti normative e le attuali forme di incentivazione economica. Divisa in due sezioni, la Guida ha inizio con la progettazione dell’intervento, partendo dalla scelta dell’edificio vengono analizzati gli interventi da effettuare sulla struttura e sugli impianti. Dopo una carrellata di esempi degli edifici efficienti italiani già in essere, la seconda sezione, è dedicata alle forme di finanziamento possibili: fondi pubblici e privati. Recentemente, il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha sottoscritto il decreto con cui è stato riaperto lo sportello per l’accesso ai finanziamenti agevolati a valere sul fondo rotativo “Kyoto”, che mette a disposizione oltre 250 milioni di euro per interventi di efficientamento energetico degli edifici destinati all’istruzione “di ogni ordine e grado”. E’ ovvio che per rendere un edificio già esistente una struttura ad alte prestazioni energetiche è strettamente necessario analizzare accuratamente lo stato attuale dell’immobile. La maggior parte degli edifici in Italia sono antecedenti al 1976, quando entrò in vigore la Legge n. 373, la prima legge
recante le norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici. Pertanto, quegli stessi edifici possiedono struttura, impianti, pareti e finestre che tendono a disperdere gran parte dell’energia fornita e sono proprio loro che hanno la priorità. Una volta individuato l’edificio, dunque, la Guida suggerisce di interpellare un tecnico specializzato e autorizzato secondo il D.lgs. 102/2014, affinché, da una diagnosi energetica dell’intero edificio, si possa procedere alla scelta del tipo di intervento da fare.
Da un’attenta analisi dei consumi, quindi, si potrà capire come l’energia viene sfruttata in quell’edificio, individuarne gli sprechi ed effettuare una valutazione tecnico-economica per determinare la tipologia di intervento più efficace. Fino al 19 Luglio 2016 le diagnosi energetiche possono essere condotte da ESCo (società di servizi energetici), EGE (esperti in gestione dell’energia) ed Energy Auditor. Successivamente, le diagnosi dovranno essere eseguite da soggetti certificati da organismi accreditati (regolamento comunitario n.765/2008) o firmatari di accordi internazionali di mutuo riconoscimento (UNI CEI 11352; UNI CEI 11339).
Una volta diagnosticato lo stato energetico dell’edificio, secondo la Guida, si può procedere coibentando: le pareti perimetrali dell’edificio (isolamento termico dall’esterno, dall’interno o nell’intercapedine); le coperture (tetti a falde, terrazzi e solai su porticati); le finestre, modificandole (sostituzione dei vetri, applicazione di pellicole adesive) o sostituendo i telai con altri materiali, come PVC multicamera, alluminio a taglio termico multicamera, legno a bassa densità, o, ancora, applicando strutture schermanti davanti alle finestre (orizzontali, verticali, interne o esterne alla finestra). Per migliorare l’efficienza energetica, la Guida prevede anche un intervento sull’impianto termico per la climatizzazione invernale ed estiva secondo il D.P.R. 16 Aprile 2013, n. 74 e il D.M. 10 Febbraio 2014. Al fine di migliorare la prestazione energetica degli impianti esistenti è bene innanzitutto effettuare una regolare manutenzione dell’impianto, eventualmente
sostituendo alcuni componenti con altri di tecnologia più efficiente o installando in ogni locale sistemi di controllo della temperatura per regolare la portata del fluido riscaldante in base alla temperatura dell’ambiente, o, ancora, si sostituisce direttamente la caldaia (dal 2015 sono ammesse solo caldaie a condensazione, le quali hanno un elevato rendimento energetico) o si installa un impianto a pannelli radianti, che hanno un rendimento fino al 107%. Da non trascurare l’impianto di illuminazione, di fondamentale importanza per chi, come gli studenti , trascorre gran parte della giornata sempre nello stesso ambiente. Pertanto, la Guida consiglia di partire da una giusta scelta dei colori delle pareti, preferibilmente chiari, sfruttare il più possibile la luce naturale, illuminare a tempo i luoghi frequentati saltuariamente, sostituire le vecchie lampade (a incandescenza o alogene) con quelle più recenti e più efficienti (a fluorescenza e LED, quest’ultime consumano fino al 50% di energia in meno garantendo il 90% di luce e solo il 10% di calore disperso). Ogni intervento non si ritiene mai concluso, ma continuamente soggetto a controlli periodici della qualità, sia in itinere che a conclusione dei lavori. A tal proposito la Guida cita il “protocollo volontario per la certificazione di sostenibilità ambientale”, il quale definisce metodi di verifica secondo la normativa tecnica e le leggi nazionali vigenti. Come si suol dire, però, non si possono “fare i conti senza l’oste”. L’aspetto economico è di primaria importanza quando si parla di
edilizia, e, nel caso dell’edilizia scolastica, fortunatamente, diverse sono le forme di finanziamento predisposte. Il MIUR e le Amministrazioni regionali hanno il compito di selezionare i progetti ed assegnare i Fondi Strutturali che l’Unione Europea mette a disposizione (FESR-Fondo Europeo di Sviluppo regionale e FSE- Fondi Sociale Europeo) mediante Programmi Operativi Nazionali (PON) e Regionali (POR). Non solo, anche i Poject Development Assistance facilities (PDA) sono fondi europei che facilitano il finanziamento di progetti bancabili di energia sostenibile (efficientamento energetico e fonti rinnovabili) incoraggiando iniziative di partenariato tra pubblico e privato. Da non dimenticare, infine, il cosiddetto “Conto Termico” (D.M. 28 Dicembre 2012), che incentiva, per mezzo del Gestore dei Servizi Energetici (GSE S.p.a), gli interventi di piccole dimensioni per la riqualificazione energetica dell’involucro degli edifici esistenti e lo sfruttamento di fonti rinnovabili. Considerando che, secondo l’Anagrafe edilizia, ad oggi più del 50% degli edifici scolastici sono attenti ad ottimizzare il risparmio energetico mediante misure concrete (pannelli fotovoltaici, coibentazione), tale Guida troverà sicuramente terreno fertile, l’importante è che “la didattica vada di pari passo con le strutture (…), non possiamo educare al bello, al rispetto dell’ambiente, se poi varcando la soglia della scuola gli studenti si ritrovano in aule non abbastanza decorose o energivore” (cit. Davide Faraone, sottosegretario MIUR).

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