Commercialisti: ecco le nuove regole per il tirocinio

A cura dell’Avv. Valeria Zeppilli

Il 15 aprile 2016 è35462772_s stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale il nuovo regolamento inerente lo svolgimento del tirocinio necessario per sostenere l’esame di abilitazione alla professione di dottore commercialista o di esperto contabile.

Ad aver predisposto il testo è stato l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, in attuazione dell’articolo 6, commi 9, 10 e 11, del d.p.r. n. 137 del 7 agosto 2012.

La principale novità riguarda la possibilità per i tirocinanti di sostituire per sei mesi (valevoli ai fini del praticantato) la frequenza di uno studio professionale con un corso di formazione, con la precisazione che tale periodo non può coincidere con il semestre di tirocinio che è possibile anticipare durante il corso di studi per il conseguimento della laurea.

Vediamo più nel dettaglio cosa prevede il regolamento.

Requisiti per partecipare ai corsi di formazione

Per poter validamente partecipare ai corsi di formazione sostitutivi di parte della pratica professionale, gli aspiranti commercialisti devono innanzitutto essere iscritti nei registri del tirocinio tenuti dagli ordini professionali.

Se, poi, il tirocinio è quello da esperto contabile è richiesto l’ulteriore requisito del conseguimento della laurea triennale, mentre se il tirocinio è quello da dottore commercialista è richiesto l’ulteriore requisito del conseguimento della laurea specialistica o magistrale.

Obblighi dei tirocinanti

Laddove intendano avvalersi della facoltà di svolgere un periodo di tirocinio tramite frequenza di un corso di formazione, i tirocinanti devono per prima cosa darne tempestiva e dettagliata comunicazione al proprio dominus e all’ordine di appartenenza.

Se da un lato si prevede che il dominus debba consentire al tirocinante di partecipare al corso, dall’altro lato si prevede che il tirocinante che voglia continuare ad essere presente in studio, compatibilmente con gli orari di svolgimento del corso, può farlo previo consenso del dominus.

In ogni caso, il corso va seguito regolarmente e da esso non ci si può assentare per più del 10% delle ore complessive.

Il suo fruttuoso completamento è attestato mediante una verifica finale, sulla quale ci soffermeremo più avanti.

Organizzazione dei corsi

L’organizzazione dei corsi di formazione è affidata agli Ordini territoriali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e da altre associazioni di iscritti all’albo o da altri soggetti, autorizzati dal Consiglio Nazionale.

Con particolare riferimento agli Ordini territoriali, il regolamento prevede che essi possano realizzare l’offerta formativa anche in cooperazione o in convenzione con altri soggetti.

Tuttavia, mentre gli Ordini, come accennato, sono enti formatori, per gli altri soggetti è necessaria l’autorizzazione del Consiglio Nazionale per organizzare corsi di formazione.

Ecco i requisiti loro a tal fine richiesti:

  • esperienza significativa in tale settore formativo dalla quale emergano la competenza e l’esperienza di metodo didattico e di progettazione formativa;
  • capacità di garantire che lo svolgimento degli eventi organizzati abbia luogo presso sedi adeguate, dal punto di vista della sicurezza e della partecipazione dei disabili;
  • organizzazione interna idonea a svolgere attività di formazione;
  • capacità di organizzare e realizzare almeno due corsi l’anno;
  • sussistenza di particolari requisiti di onorabilità in capo agli associati, ai soci, agli amministratori o ai rappresentanti legali;
  • presenza di un responsabile scientifico “di chiara fama o significativa esperienza” nelle materie di interesse;
  • docenza affidata a soggetti che abbiano conseguito almeno la laurea triennale o, in alternativa, siano iscritti da almeno 5 anni all’albo.

La procedura di autorizzazione dei soggetti in possesso dei predetti requisiti è dettagliatamente disciplinata dal regolamento stesso.

Se essa non è validamente superata, il soggetto interessato può ripresentare la relativa istanza solo dopo che sia decorso un anno da quando ha ricevuto la comunicazione di rigetto.

Contenuto dei corsi di formazione

I corsi di formazione idonei a sostituire un semestre di pratica professionale per gli aspiranti commercialisti ed esperti contabili devono avere contenuti ben precisi, idonei al raggiungimento del fine dell’acquisizione dei fondamenti, sia teorici che pratici, necessari all’esercizio e alla gestione organizzativa della professione ambita.

Per tale motivo il loro indirizzo deve essere di carattere teorico-pratico e prevedere anche delle esercitazioni interdisciplinari.

Le materie che ne costituiscono l’oggetto, poi, devono essere quelle oggetto della professione di dottore commercialista ed esperto contabile, con particolare attenzione a quelle sulle quali verte l’esame di Stato.

Il regolamento, infine, non si limita a stabilire la durata massima di sei mesi del tirocinio mediante corsi di formazione ma precisa che il suo carico didattico non deve essere inferiore a 350 ore.

Le proposte di istituzione dei corsi di formazione sono presentate dai soggetti competenti con almeno tre mesi di anticipo rispetto alla data prevista per il loro inizio e devono contenere una dettagliata elencazione comprensiva, ad esempio, di obiettivi, argomenti, ripartizione delle ore, sede e date, docenti e numero minimo e massimo di partecipanti.

Ripartizione delle ore di formazione

A ulteriore conferma della particolare rilevanza che con il regolamento in commento si è inteso dare  alla nuova modalità di svolgimento del tirocinio professionale, il testo non si limita neanche a stabilire che i corsi di formazione devono durare almeno 350 ore, ma specifica anche che essi non possono svolgersi a distanza e come tali ore devono essere ripartite, operando una distinzione tra dottori commercialisti ed esperti contabili.

I corsi finalizzati al tirocinio da dottore commercialista, in particolare, devono dedicare il 30% delle ore totali al diritto privato, al diritto commerciale, al diritto fallimentare, al diritto tributario, al diritto del lavoro e della previdenza sociale e al diritto processuale civile.

Un altro 30% va invece dedicato alla ragioneria generale e applicata, alla revisione aziendale, alla tecnica industriale e commerciale, alla tecnica bancaria, alla tecnica professionale e alla finanza aziendale.

Il 15% delle ore deve essere riservato alle materie strettamente inerenti la revisione legale dei conti.

Un altro 5% avrà ad oggetto la legislazione professionale, la deontologia, la normativa sulla privacy e la normativa antiriciclaggio.

Infine, alle esercitazioni interdisciplinari va riservato il 20% del totale delle ore del corso.

I corsi finalizzati al tirocinio da esperto contabile, invece, devono dedicare il 30% delle ore al diritto civile e commerciale, al diritto fallimentare, al diritto tributario e al diritto del lavoro e della previdenza sociale.

Un altro 30% va poi dedicato alla contabilità generale, alla contabilità analitica e di gestione, alla disciplina dei bilanci di esercizio e consolidati e al controllo della contabilità e dei bilanci.

Il 15% è riservato alle materia connesse alla revisione legale dei conti, mentre il 5% alla legislazione professionale, alla deontologia, alla privacy e all’antiriciclaggio.

Anche in questo caso il 20% delle ore totali va riservato alle esercitazioni interdisciplinari.

Verifica finale

Come accennato, il corso è validamente compiuto se si supera l’apposita verifica finale.

Tale verifica è composta da due prove: una scritta e una orale.

La prima prova verte su materie economico-giuridiche ed ha contenuto professionale. La sua durata è di 4 ore.

La prova orale, invece, verte sulle materie oggetto della prova scritta e sulla deontologia.

La verifica è superata dai tirocinanti che ottengano un punteggio di almeno 24/40.

La commissione che si occupa delle verifiche è nominata dal soggetto formatore, attenendosi ai requisiti espressamente individuati dall’articolo 11 del regolamento in commento.

Interessante è la previsione in forza della quale ai membri della commissione non sono riconosciuti compensi o gettoni di presenza.

Entrata in vigore

La nuova modalità con la quale poter svolgere il tirocinio professionale mediante corsi di formazione per sei mesi entrerà in vigore il 1° gennaio 2017.

Per permetterne la concreta operatività, il regolamento prevede che gli Ordini territoriali devono far pervenire le proposte di istituzione dei corsi entro 4 mesi dalla sua approvazione.

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